Follow by Email

venerdì 5 ottobre 2012

london love (prima parte, come genere di ragazza)

mi sveglio stranamente riposato.
faccio persino fatica a pensare che sia domenica.
ho dormito sette ore piene. sette ore piene di sabato notte.
anto prepara il caffè e mentre mi chiama dal piano di sotto, la sua voce è attutita da kili di moquette grigia che rivestono la sua casa al centocinquantasei di oxley close.
un sole debole illumina bermondsey questa mattina.
sorrido a pensare di sentirmi fortunato per questo oggi, quando il sole caldo e pieno era routine a roma.
ho la mia tazzona di caffè in mano, la sigaretta nell'altra mentre i piedi nudi sbucano fuori dal plade che  ricopre le mie gambe.
sono seduto fuori, sul muretto davanti l'ingresso di casa.
ho la testa appoggiata sui mattoni a vista con lo sguardo al cielo.
quel sole leggerissimo sparisce di tanto in tanto, dietro dei nuvoloni che sembrano dar vita  alle forme più strane.
ne passa uno veloce che sembra una pecora in fuga dal gregge, intervallata poi da uno spazio azzurro, e poi ancora altri nuvoloni a formare delle lettere. mi diverto a creare delle parole.
mentre spengo la sigaretta avvicino i piedi a riscaldarsi tra di loro.
i vicini di casa separano i rifiuti nei contenitori per la raccolta differenziata.
frank, nella villetta di fronte, sistema la bicicletta. ha intenzione di pedalare fino a richmond oggi.
il caffè è ormai freddo quando indosso i calzettoni e le mie adidas che hanno combattuto nei peggiori club negli ultimi anni. le porto ancora , a dispetto di tutti quelli che mi hanno detto che sarebbe ora di buttarle.
indosso il giubbotto oversize di pelle nera, e le cuffie con l'ipod, e uno sciarpone lungo un kilometro. e non mi importa se ho ancora su i pantaloncini di seta viola con cui ho dormito.
vado da tesco. io adoro andare da tesco.
il supermercato la domenica mattina non è altro che la più variegata rappresentazione di etnie, di famiglie che fanno scorta di carta igienica in tre per due, e di giovani colorati con facce da after.
prendo due cornish pasties di carne, uno smoothie mango e mela e un cartone di succo d'arancia in offerta e un brick di latte made in scotland.
antonio mi invia un sms; vuole le girelle alla cannella, e mi intima di sbrigarmi; dobbiamo raggiungere  gli altri ad east london.
incontriamo sofie all'incrocio di bethnal green con shoreditch high street.
la vedo da lontano mentre si avvicina con la sua bicicletta nera, coi freni sui pedali, come quelle che si vedono in giro ad amsterdam.
le margherite che si intrecciano nel cestino della bici sono perfette con il suo look anni ottanta, con i suoi capelli platino spettinati e col suo sguardo per niente contento di chi ci aspetta da troppo.
io e sofie abbiamo aperto una boutique non lontana dalla brick lane gallery.
chiamarla boutique è riduttivo.
il nostro è uno spazio in cui capi d'abbigliamento vintage si mescolano a borsette chanel che nessuno credeva si potessero più trovare in giro. uno spazio in cui la camicia di seta stampata di versace che la gialla comprò nel novantadue, ora è indossata da un manichino da donna con una cinta in lurex che gli fa trattenere il respiro con degli stivaloni di pelle nera raggrinzita alla cercasi susan disperatamente.
uno spazio in cui il la sperimentazione musicale si unisce alla sperimentazione culinaria della bakery che ci sta accanto, mentre con un martini in mano hai la possibilità di avere un taglio di capelli anni ottanta anche tu.
io insisto per chiamare il nostro posto 'jeanne rancon', come il falso nome che la contessa du barry utilizzò quando a quindici anni arrivò a parigi per lavorare come grisette: commessa e puttana part time.
la verità è che dopo ogni giro di birre i nomi diventano tanti, e ne troviamo sempre di geniali.
così, a poche settimane dall'apertura, non abbiamo ancora nessuna insegna ad indicarci.
angelo è in ritardo.
ieri sera ha suonato all'egg.
il suo dj set è stato un successo.
ci fermiamo da pizza east.
lo aspettiamo qui.







3 commenti:

  1. Ma il negozio apre davvero o è solo frutto di allucinazioni e parole per tua colpa, grandissima colpa?
    No perché tra 10gg io sn a Londra e un salto ce lo farei!

    RispondiElimina
  2. Aspetta la seconda parte Axelle.. Tanto sarà pubblicata prima del tuo arrivo a Londra..

    RispondiElimina
  3. si tranquilli ragazzi, il meglio deve ancora arrivare....una serata tra amici!

    RispondiElimina