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martedì 8 aprile 2014

voglio essere geisha come genere..

9.30 am
il citofono suona. è il postino, che sebbene debba farlo solo due volte da copione, oggi suona tre, forse quattro.
niente. nessun rumore. non c'è nessuno.
13.15 am
stavolta è l'iPhone adagiato sul pavimento del soppalco a squarciare il silenzio del numero 21 di via tavazzano. 
ma nessuno risponde nè stacca la chiamata. 
sono in casa , disteso a terra con gli occhi semichiusi che immobili fissano un punto sul soffito. 
una fila indiana di formiche laboriose raggiungono dalla finestra chiusa, i resti di una cena consumata due o tre giorni prima.
sì sono in casa. ma sono morto. sono morto da qualche giorno e nessuno lo sa.
lo scopriranno a breve perché le mancate presentazioni a lavoro di uno steward mettono in allarme la compagnia che inevitabilmente farà partire i voli in ritardo.
scopriranno che sono morto solo perché l'azienda per cui lavoravo ha perso quattro spicci a causa del boccone di traverso che ha causato il mio soffocamento. o forse a causa della scoperta dei ladri che mi hanno colpito sulla testa con la statuetta di ganesh che sta sulla libreria. o a causa di un mix di benzodiazepine e vodka che fa molto amy winehouse come genere di ragazza.

il telefono squilla alle 10.30 am in realtà.
-pronto ami.
-allora sei vivo? stai bene? nessuna scossa in testa? 
-ti prego chiamami anche domani non voglio che sia crewing la prima telefonata che ricevo da morto.

da quando sono di nuovo single questo il pensiero ricorrente che mi attraversa il cervello quando con gli occhi sbarrati giro senza fermarmi il caffè al mattino. 
eh già.. non penso alle feste che finalmente potrei godermi senza pensieri, nè agli eventuali rimorchi che ne potrebbero seguire.
penso al mio nome in un trafiletto di leggo distribuito gratuitamente in metro.
uno di quei tanti single che non aveva manco un gatto, trovato morto per la puzza di marcio su per le scale.

momento buio. solitudine imperante. 
c'è solo una cosa che posso fare come genere.. ed è partire.

giappone. sì vado in giappone. 
magari lì imparerò ad essere un pó geisha, onorando il mio compagno senza pensare solo a me.


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2 commenti:

  1. Bello il Giappone!
    Magari ti ritroverai sempre sdraiato con gli occhi aperti...ma su di un futon ;P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E invece che sotto a un cipresso, sotto a un ciliegio in fiore!
      ti farò sapere.. ;)

      Elimina