mercoledì 26 settembre 2012

..e sono trenta !



venerdì. il giorno del mio compleanno.

lo squillo incessante del telefono squarcia il silenzio dell'appartamento di carrer muntaner.
mezzogiorno è passato da poco.
io sono stato l'ultimo a rientrare a casa e per questo dormo in soggiorno.
mi sveglio in una pozza di sudore.
il divano è completamente fracico.
fa caldo, anche perchè dicono ci siano un sacco di zingari dalle parti di figueretas e pare che a volte si introducano nelle case, e per questo eravamo sigillati dentro, col condizionatore spento.
e anche oggi ho dormito due ore.
mi sento così a pezzi che non capisco come mai non sono esploso insieme a tutto il resto, in questo soggiorno che assomiglia a nagasaki post atomica.
ah il telefono squilla ancora.
cazzo mia sorella è arrivata ad ibiza.
mia sorella.
ibiza.
no.
mia sorella ed ibiza non possono stare nella stessa frase.
giallaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa svegliaaaaaaaaaaaaaa dobbiamo andare in aeroporto.
giallaaaaaaaaaaaaaa daiiiiiiiii.

<< rewind.

giovedì notte. mezzanotte e trenta. il giorno del mio compleanno.

seis chupitos de hierbas por favor.
happy birthday to you. happy birthday to you.
otro sitio. otra copa !
happy birthday to you. happy birthday to you.
dos vodka con lemon. un vino blanco. dos cervezas. e tu non prendi niente?
un altro giro di chupiti allora.
ragazze voi andate al pacha.
noi gay come genere di ragazze andiamo all'anphora. da soli.
un altro giro di chupiti al banco.
la gialla intreccia pulseras più fitti dei cruciani nella dark.
anto fa la first lady dell'anphora con il principale PR.
io mi faccio cantare happy birthday più volte da una coppia di amsterdam mentre il sole sorge sulla loro terrazza affacciata sulla baia.
sono già le otto.
non importa, cantate ancora.

>>forward.

venerdì notte. il giorno del mio compleanno.

siamo al dome. il bar che scoprii tre anni fa in una delle vacanze più belle nella isla blanca.
il dome si trova su calle alfonso XII alla fine della calle della virgen, incastrato sotto i bar  gay cui si arriva attraverso la rampa di scale che costeggia le vecchie mura di dalt vila.
 il dome è speciale soprattutto per anna maria, che da trent'anni segue gli eventi e le pubbliche relazioni delle serate che hanno reso storica l'isola.
è anna maria a portarmi la torta con le candeline accese mentre intona insieme a tutti un feliz cumpleano.
sono felice.
i miei amici di londra ridono chiassosamente con i miei vecchi amici della calabria incontrati solo un giorno prima. è persino arrivato da milano uno dei miei grandi pilastri che non se l'è passata per niente bene negli ultimi anni. mi ha emozionato.
mia sorella chiacchiera , ride, sembra felice. la chiamano la kardashian stasera.
si sono incontrati dei mondi che non avrei mai pensato potessero incrociarsi qui ad ibiza.
la passa calle del supermartxe sfila favolosa.
e io sono supermarcia come genere di ragazza.

>play.

venerdì pomeriggio. spiaggia di ses salinas. il giorno del mio compleanno.

amo il silenzio durante le giornate ad ibiza.
amo la pace e la tranquillità. preferisco ascoltare il rumore del mare. non mi va neanche di parlare di solito. mi piace addormentarmi, e svegliarmi che il sole sta calando, come fanno tutti qui del resto.
ma oggi no.
oggi compio trent'anni.
la musica del sa trinxa fa ballare anche il culo più fossilizzato.
le caraffe di sangria blanca non si contano. il sole sembra oro . vedo solo sorrisi intorno a me.
rotoliamo nella sabbia bianca. corriamo in acqua come bambini.
facciamo foto di gruppo come nella gita della scuola media. c'è sintonia. c'è energia. la sento.
mi sdraio e li guardo, i miei amici.
li guardo come nella scena a tavola di saturno contro.
vedo le loro personalità; le riconosco. così diverse eppure..
ho mia sorella a pochi centimetri da me. è il mio orgoglio più grande in questo istante.
mi sento importante ad essere collante di tutto questo. mi sento fortunato.
sono io che li ho portati fin qui.
eppure non ci sono tutti. il pensiero per un pò va a quelli che ho perso. a quelli che non mi hanno capito.
forse a quelli che io non ho capito e a cui sono inevitabilmente legato lo stesso.
vorrei fossero qui.
vorrei poter vedere i loro sorrisi, veri e sinceri come quelli che vedo adesso.
vorrei poter dir loro che non è cambiato nulla.
vorrei poter gridare aiutatemi a ricucire.
il mio cuore in fondo è sempre lo stesso.
sono sicuro che  anche loro mi avranno pensato un minuto.

il cielo diventa rosa sul mare.
si tinteggia persino di rosso mentre cala sulle saline.
vedervi camminare in questo spazio mi fa sentire libero.







martedì 25 settembre 2012

sono molto troya come genere di ragazza



ad ibiza il tempo pare dilatarsi.
non c'è più un'ora per la colazione, per il pranzo o la cena.
l'unica cosa che devi ricordarti è a che ora e che giorno avrai il volo di rientro. e per questo sarai abbastanza scaltro da impostarti una sveglia qualche ora prima.
una ford fiesta blu metallizzato si aggira impazzita per le calle di eivissa.
a giudicare dalle urla che accompagnano anna oxa che canta dall'impianto stereo 'è tutto un attimo' non direste mai che a bordo ci sono due italiani, un australiano, un inglese e una slo-vacca.
attraversa la strada il primo bono con l'acido lattico che ancora pulsa sotto una  pelle nordica dorata dal sole.
la fiesta si ferma d'improvviso, si aprono contemporaneamente tutte le porte e parte l'applauso, forte sincronizzato, felice.
è così che viviamo l'isola; sceme come genere di ragazze; in questo fluire del tempo che sembra non esistere. lento e inconsapevole.
l'appartamento al numero 48 di carrer muntaner che si affaccia sullo strapiombo di los molinos è particolarmente movimentato stasera.
di fronte a noi una formentera non distante che sembra dirci 'tanto lo so che non avrete mai la forza di allungarvi fin qui'.
la musica è alta, i dirimpettai ci salutano dal balcone, le bottiglie di vodka si mescolano a redbull zero, la camera da letto assomiglia più ad un souk marocchino che ad altro, e si ride per ogni outfit che proponiamo per la serata.
il trucco colato sui volti maschili, la quantità di accessori di pelle nera che si aggira in soggiorno , i collant strappati e la carica energica che indossiamo, fanno da orologio questa volta.
è mercoledì.
la noche de la troya.
sono quasi vent'anni che la famiglia della troya festeggia la sua presenza sull'isola il mercoledì.
notte di libertà sessuale, notte di magia e notte di esagerazione.
la troya è viva, consapevolmente sporca ed emancipata.
ti rapisce e ti coinvolge.
non puoi non essere te stesso in un posto in cui la peggiore caricatura di te diventa spettacolo.
mi sento perfettamente a mio agio con gli occhi truccati di nero sbavato, un cappello da esercito comunista cinese , i guanti in pelle e due rubini zirconati alle orecchie.
è la festa della gente di ibiza.
e ci sentiamo un pò parte di questa grande famiglia.
le ore sono minuti e senza sapere come siamo catapultati ad un after party.
mi sembra che non sono mai uscito di casa quando le bottiglie di prosecco vengono stappate a profusione a bordo piscina.
es la noche de la troya. el miercoles en ibiza.
anche se probabilmente è pomeriggio inoltrato.
del giovedì.






lunedì 24 settembre 2012

la isla blanca



l'estate non mi ha mai portato grossa fortuna. nonostante quella merda di paolo fox non faccia che predicare da anni la fortuna delle vergini a partire dal mese di agosto. per questo ho deciso di chiudere ogni mio rapporto col signor fox, dall'appuntamento a mezzogiorno su raidue all'app dell'iphone.
e poi mi ero ripromesso che questa sarebbe stata l'estate più top di tutti i tempi e invece..
la mia ultima estate da ventenne. il due ricomparirà solo tra due anni e poi altri dieci  e poi ancora dieci e poi basta credo.
a trent'anni farai i conti con quello che hai combinato.
a trent'anni farai il punto sulla tua vita.
a trent'anni ti farai domande sull'amore, sui soldi, sui figli.
a trent'anni comincerai a sentire che non ce la fai piu con certi ritmi.
a trent'anni la sbornia te la porti dietro per giorni.
a trent'anni inizi a pensare al botox.
cazzate?
allora perchè piango con l'estratto conto in mano, mentre  rutto  fegato per la bottiglia di vino dell'altro ieri, con la fronte immobile per il botox fatto una settimana fa, con un mal di gola feroce e la paura di non riuscire a sostenere adeguatamente una settimana di ferie al mare.
già perchè ho aperto da poco gli occhi per un messaggio vocale della gialla.
'hola amiga. poche ore e ti raggiungerò.hasta luego!!'
stiamo andando ad ibiza come genere di ragazze.
festeggerò i miei trent'anni nella isla blanca.
mah si.
dai gialla aiutami a spingere tutti i pensieri in questa valigia. io mi ci siedo sopra e tu chiudi. veloce dai!
noi siamo favolosi come genere di ragazze, nessuno vedrà mai le nostre preoccupazioni, nessuno saprà mai abbastanza di noi.
noi andiamo ad ibiza e siamo top. passami quella maglietta tutta strappata che la metto allo space.  butta dentro tutte quelle minchiate che ci scassiamo quando ce le proveremo la sera. e fammi un vodka cola .
erica tra quando arrivi? porta un'altra bottiglia di vodka che siamo rimasti senza.
siamo in tre adesso.
il più sobrio indossa tacchi alti e ferma-capezzoli. e basta.
tutti e tre spingiamo sotto il letto il valigione di pensieri. lo apriremo al ritorno. adesso siamo solo noi e le nostre demenze a partire.
cappuccini corretti al baileys e siamo i tre passeggeri più fastidiosi del volo.
facciamoci una foto daiiii. ma che bbono quello dietro! gialla fagli segno che me lo porto in bagno! ericaaaaa la vuoi una zuppa??? thick and creamyyyy mmmmhhhhh thick and creamyyyy!!! ma quanto ce piasce thick and creamy!
abbiamo iniziato la discesa su ibiza. si vedono chiaramente tutto il litorale di es cavallet, ses salinas , secondo me si vede persino bene il dc10.
restiamo zitti.
ci sono dei posti a cui sei legato e non sai nemmeno il perchè.
sarà forse perchè avevo solo diciotto anni quando sono atterrato qui per la prima volta, o sarà perchè a ibiza si respira aria di libertà e io mi sono sempre sentito a casa in questa atmosfera.
io la amo quest'isola.
è come se avvertissi la presenza di tutti i segreti che cela. è come un teatro. un enorme varietà fatto di piccoli nascondigli di paradiso e di grandi e vistose esagerazioni.
dicono che la normalità passi attraverso la visibilità.
nella isla blanca tutto è molto visibile, così che non farai molta fatica ad abituarti. sarà molto più difficile abituarti al rientro alla vita normale che alla presenza costante di gente spettacolare.
una ventina di amici mi raggiungeranno per la mia festa di compleanno.
so già che molti di loro porteranno con sé il pregiudizio di chi su quest'isola non c'è mai stato.
lo lasceranno qui. non lo riporteranno indietro .
ne sono certo.
siamo da qualche ora sull'isola.
abbiamo trovato il coraggio di scendere per la ripidissima scogliera che porta alla spiaggetta di los molinos. un angolo di meravigliosa tranquillità alle spalle della città.
riposiamo e prendiamo il sole.
oggi è mercoledì.

questa notte è la notte della troya.

martedì 28 agosto 2012

Chi l'ha visto?


nessuno sa più dove sono andato a finire.
qualcuno dice di avermi visto blaterare scalzo e ubriaco tra le stazioni della metro spagna e barberini a proposito degli anni passati a milano tra feste ed esagerazioni.
qualcun altro crede che io non sia mai uscito vivo dal panorama bar e che quell'ultimo post sia stato scritto dal mio killer: un ex ss di novantotto anni di cui da tempo seguivo le tracce e che spacciava speed nei bagni del berghain.
altri invece sostengono che al panorama bar io abbia avuto un'illuminazione; una specie di visione celestiale della madonna, una nuova 'lucia dos santos' di fatima come genere di ragazza. E da lì i voti in un convento della foresta nera tedesca, dove custodisco l'ultimo segreto della trinità.
qualcuno è sicuro che io sia tornato a casa, da mamma, e che io sia ingrassato talmente tanto da essere rimasto bloccato da mesi su una poltrona dinasty xl comprata da una televendita di mastrota pre-beautiful.
e c'è sempre chi sostiene che il braccio trovato all'interno dello squalo tigre al largo di miami sia il mio.
così come chi è sicuro che l'accentuarsi delle rughe della fronte con l'avvicinarsi dello scoccare del trentesimo anno di vita mi abbia fatto impazzire e scappare in iran nascosto dal piu casto dei chador.
le storie sono tante, dal soffocamento con l'oliva di un martini ad un party a manhattan al cambio sesso a san paolo.
qualcuno invece è certo che sia stato proprio io a mettere in giro tutte queste voci : dicono che l'universo abbia finalmente fatto vedere il suo potere e abbia abbagliato l'ingresso di un tabacchi su viale di trastevere.
pare che lì io abbia comprato un gratta e vinci da venti euro.
e poi nessuno ha saputo più niente.

martedì 12 giugno 2012

panoramiche come genere di ragazze.



appuntamento all'una alla fermata della metro di alexander platz. cosi che io e angelo ci mettiamo d'accordo per incontrarci a berlino, sabato notte, cosi, senza uno straccio di telefono. anni novanta come genere di ragazze.
ci becchiamo quasi un'ora piu tardi quando ormai pensavo che sarei andato al berghain da solo.
due birre e siamo sul treno che ci porta alla stazione di ostbahnof.
sono le tre di notte a berlino. tra noi e l'ingresso del berghain una fila lunga un kilometro. una fila silenziosa ed ordinata. perfettamente tedesca.
di fronte a noi una dismessa centrale elettrica comunista che segna il confine tra il quartiere della berlino ovest kreuzBERG e quello della est friedrichsHAIN. da qui il nome berghain.
un'ora di pazienza e siamo ad un passo dall'entrare.
di fronte a noi tre ragazzi, nord-europei, alti biondi e ben vestiti. sono loro ad affrontare prima di noi sven.
sven marquardt e` un affermato fotografo, ma la sua fama e` nota ai piu` come il doorman del berghain.
e` bastato un suo cenno, e il buttafuori rifiuta l'ingresso ai tre ragazzi nordici, che allibiti ma educati svoltano a destra nella walk of shame dei rimbalzati da sven.
siamo un po' preoccupati. ci sentiamo molto ad un casting come genere di ragazze.
parliamo in inglese. angelo mi dice 'noi co ste facce entriamo sicuro'.
ho di fronte sven. ha la faccia tatuata. piena di piercing e anelli con teschi alle mani. io sorrido. lui ci lascia passare.
non ho la minima idea di quale sia il criterio della selezione ma capisco subito che il turista sara` tra i primi eliminati. quando il buttafuori trova nella mia borsa il biglietto aereo che di li a poche ore mi avrebbe riportato a roma, insiste perche` gli consegni la macchina fotografica. al berghain c'e` il divieto assoluto di fare foto o filmati. al berghain non esistono liste in riduzione, ingressi vip o privee. al berghain non ci sono sponsor. il concetto che popola questo club, e` quello di uno spazio sicuro dove potersi sentire confortevolmente liberi. al berghain non ci sono specchi da nessuna parte.
la grande pista centrale che ospita mille e cinquecento persone ha un`impiato audio che ti attraversa il corpo. e` pura techno. e` berlino, nient'altro che berlino. decadenza ed edonismo. labirinti. buio pesto.
la club culture a berlino e` unica al mondo. si sviluppa con la caduta del muro, quando l'esplorazione di berlino est da vita alla liberta` artistica, quando l'assenza delle autorita` contribuisce alla nascita di una scena gay estrema, quando le warehouses industriali diventano luoghi per la sperimentazione musicale.
da questo immenso spazio  sale una scala in ferro che porta al livello superiore.
sofie ci aveva avvertiti: 'don't get lost guys, time runs differently when in panorama'.
il panorama bar e` un viaggio nel tempo verso un'epoca in cui la gente si divertiva davvero. installazioni artistiche al neon, enormi fotografie di wolfgang tillmans intorno al bar, e altissimi finestroni che danno su berlino est. niente animazione. nessuna frociata.
la musica e` di un genere che non hai mai sentito prima. e` minimal house. e` elettronica. e` vintage. e` tutto e non e` niente. non puoi puoi smettere di ballare.
e quando ormai sei dentro lo spirito del panorama e il sole e` gia` alto, che le persiane dei finestroni si aprono tutte contemporaneamente. a tempo con la musica.
non ho mai visto un posto piu intenso di questo.
ho sentito dire che ai dj si riempiono gli occhi di lacrime mentre suonano al panorama bar.
io e angelo ci guardiamo e sorridiamo.
una chiacchiera nel bagno. uno shot di jegermeister.
non ce ne siamo neanche accorti.
siamo gia` persi nel panorama.

www.myspace.com/berghainpanoramabar
www.myspace.com/panoramabar
www.youtube.com/user/panoramabarmusic
https://www.facebook.com/panoramabarmusic?ref=ts



domenica 10 giugno 2012

io, erica e l'oceano.

"guidando riflettevo e ho pensato: ti do tempo questa settimana per scrivere un altro post o non ti stimerò più allo stesso modo. sono molto aut-aut come genere di ragazza".
è passata molto più di una settimana da quando erica mi ha minacciato, e io non ho scritto lo stesso.
mi viene da piangere da quanto sono stanco, sta sveglia alle sei e mezza non ci voleva, oggi che potevo finalmente dormire.
ho lasciato cinque anni di salute a berlino, a londra venticinque credo. non recupererò mai più. troveranno il mio corpo domattina, accasciato alla fine di una profonda discesa che dal bairro alto porta giù al fiume.
eh già, perchè sto andando a lisbona.
meno di dieci minuti ed erica passerà a prendermi.
se non avranno trovato prima il suo corpo accasciato sul volante dell'auto per un colpo di sonno da stanchezza arretrata di dieci anni.
mah sì ! maccheccefrega...
invio messaggio a paulo, il proprietario della casa che ci ospiterà per due notti nel cuore del bairro. spengo il telefono, e siamo io ed erica che ci sistemiamo in aereo come se non aspettassimo altro che dormire le due ore e cinquanta che ci condurranno a lisbona.
lei è stata in grado di sfruttare ogni singolo minuto, dormendo fino a che il tassinaro non dice "chegamos" e siamo nel mezzo di rua da rosa, nel bairro.
paulo ci ha dato appuntamento alle due del pomeriggio, e sono solo le undici.. e noi abbiamo bisogno di vedere l'oceano adesso.
ci sono delle volte in cui le cose semplicemente si incastrano perfettamente e capitano in risposta a quello che stai desiderando in quel preciso momento. è così che senza sapere come conosciamo l'indianino del negozietto poco più avanti. un amico di paulo. lo chiama per noi. due minuti dopo siamo nel suo retrobottega a cambiarci per il mare e a lasciare le nostre borse li. paulo ci avrebbe fatto trovare  le chiavi di casa lì in serata.
quattro birre e trecento polpette di bacalau dopo e siamo sdraiati al sole.
ridiamo per non so quanto, finchè il vento e il rumore delle onde non ci addormentano.
siamo solo noi. io, erica e l'oceano.

il giorno dopo ci svegliamo alle quattro del pomeriggio. il tempo è grigio. la nottata è stata spesa ad assaggiare i mojito di tutti i bar, a parlare inglese, spagnolo e un portoghese improvvisato con un milione di persone che poi ci salutavano come se ci conoscessero da una vita intera.
siamo in una casa di qualche secolo fa, soffitto altissimo, pavimenti in grossi listoni di legno grezzo e vecchio, pezzi d'arredo vintage anni settanta misti a graffiti da street art sui muri.
è in questa casa, al 161 di rua da rosa che nascono le migliori scoperte.
poco più tardi il tempo vola tra le candele accese, gli altissimi balconi spalancati sul bairro, le bottiglie di vino verdhe, la musica e le chiacchiere con le nostre coinquiline.
italia, cina, germania e olanda si incontrano in un lungo pomeriggio che si conclude molto oltre la mezzanotte.
idee sul cinema, sulla club culture, sui viaggi, sull'europa, sulla politica dei nostri paesi si scambiano e si accompagnano all'ipod di annette che ci suona i migliori dj set di berlino e colonia.
io ed erica ci sentiamo incredibilmente ricchi nel vivere questo momento indimenticabile.
è ora di scendere ancora  tra le strade del bairro.
abbandoniamo i discorsi importanti e ci mescoliamo alla folla.





domenica 6 maggio 2012

mi sento molto cresciuto come genere di ragazza ( a miami)

  - lo vuoi il caffè?
  - mmhh no no..

esattamente tre minuti dopo.

  - ho fatto il caffè, lo vuoi il caffè?
  - no pà sto dormendo per favore..

passano altri due minuti all'incirca.

  - hai caldo? lo vuoi acceso il condizionatore? sei sicuro che non hai caldo? ho fatto il caffè..

sono circa le sette del mattino ed è il terzo giorno che il rituale si ripete identico e puntuale.
la cosa più assurda è che siamo a miami beach e solo cinque ore prima io  stavo finendo il mio quinto margarita.

esattamente un anno fa mi trovavo con i miei a pechino e la mia intolleranza e l'estrema pesantezza di mio padre scatenarono una violenta discussione nel bel mezzo di un hutong, un quartiere popolare cinese.
mia madre addolorata accanto a un banco di cotolette di gatto, mio padre inferocito tra mille cinesi che compravano radici miracolose, e io con lo sguardo vuoto con in mano una vaschetta di dim sum che ripeto a me stesso 'mai più, mai più'.

quest'anno però insieme a tutti gli shorts, i costumi e le t-shirts ho messo in valigia una buona dose di pazienza e di tolleranza.
mio padre ha quasi settantaquattro anni, ha voglia di visitare il mondo per paura credo di non avere più molto tempo per farlo, e io sono la persona che può aiutarlo a farlo.

quindi mi alzo vado verso il bagno, il caffè è ovunque sul pavimento. respiro. infilo le infradito e gli occhiali da sole e prima che io possa dire qualsiasi cosa lui dice:

  - e manco la faccia ti lavi?

un anno fa la mia risposta sarebbe stata macchettefrega se non mi lavo la faccia quando è dalle sei che rompi le palle!
quest'anno invece accenno un sorriso, nonostante la bile stia liquefacendo il fegato e lo stomaco, e dico:

- no papà, ho bisogno di fare due passi, e fumare una sigaretta prima.

faccio il giro dell'isolato. anche oggi la giornata è fantastica.
ho le spalle che bruciano per il sole preso ieri.
attraverso la quinta strada dalla washington avenue: un incrocio enorme che mi fa sentire in america.
poco più avanti all'angolo con la collins c'è mamma  con un copricostume di seta stampata anni settanta seduta ad un tavolino  che beve un caffè.
ridiamo affettuosamente di papà e ci ordiniamo due muffin giganti.

pianifichiamo un salto a downtown, una capatina a little havana, un giretto in barca per sognare tra le case di Jlo, Pdiddy e Al Pacino a biscayne bay, e ovviamente un pò di sano shopping per sfogare tutte le frustrazioni.
per un momento non sono più quello dei cinque margaritas, e non sono più quello degli afterhours in discoteca.

è in questo preciso istante che mi sono sentito grande.

Biscayne Bay con alle spalle downtown
shopping in Collins Av

downtown da Bayside

little havana

shopping in collins av.

downtown skateboarders